Nei giorni scorsi la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha emesso un provvedimento di fermo per tre italiani e un libico per traffico internazionale di armi verso Iran e Libia. Si tratta di Mario Di Leva e Annamaria Fontana, coniugi di San Giorgio a Cremano, e Andrea Pardi, manager di una nota società di elicotteri. Secondo la Procura ci sarebbe stato un accordo per vendere armi in Libia e in Iran, due Paesi sotto embargo, violando le leggi imposte dalla Comunità europea e si punta ad approfondire i rapporti dei due coniugi con il mondo islamico, essendo Di Leva convertitosi all’Islam con il nome di Jafaar.
Nel mirino della DDA, però, è finito anche un imprenditore di Santa Marina. Si tratta, come si legge sul quotidiano Il Mattino, di Carmelo Famà, produttore di munizioni e perito balistico che si è ritrovato coinvolto nell’inchiesta perchè sarebbe spuntata fuori una cartella dei coniugi Di Leva, nominata “Piombo Iran”, che conteneva una foto in cui lo stesso Famà è seduto su numerosi kalashnikov in un container.
Gli inquirenti si sono insospettiti dall’immagine e così l’imprenditore del Golfo di Policastro è stato inserito nella lista delle persone indagate insieme ad altri con cui pare che i due coniugi di San Giorgio a Cremano avessero avuto dei contatti.
Al quotidiano Il Mattino Famà dice di non avere nulla a che fare con questa vicenda e di attendere con serenità di essere ascoltato dagli inquirenti. Per quanto concerne la foto incriminata l’imprenditore spiega al quotidiano che è stata scattata nel lontano 2004 durante una perizia balistica a Gioia Tauro.
– Chiara Di Miele –